Umorismo di sostegno
PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016
ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ
Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.
LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE

L’analisi dei capelli rivela cosa mangi e quanto guadagni? La chimica dei capelli svela cosa mangi e quanto è costoso il tuo parrucchiere. L’analisi degli amminoacidi permette di risalire ai cibi che consumiamo, rivelando lo status socio-economico e anche il rischio di obesità: lo affermano i ricercatori dell’Università dello Utah, che suggeriscono di sfruttare questo diario biologico per valutare le condizioni di salute. La ricerca è stata condotta sui capelli di circa 700 persone, recuperati dai bidoni di parrucchieri di 65 città statunitensi. Gli abitanti delle aree meno ricche presentano nei capelli maggiori quantità di un isotopo del carbonio, che deriva dagli animali di allevamento nutriti a base di mais. Incrociando i dati con le informazioni sul peso corporeo, deducono che gli isotopi nei capelli sono legati anche al tasso di obesità, evidenziando possibili connessioni tra dieta, condizioni socio-economiche e salute. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “I ricercatori dello Utah sono i soliti burloni cazzeggioni”.
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Se il capello rivela informazioni di tipo socio-economico, l’Agenzia delle Entrate potrebbe essere interessata a questo tipo di analisi. Allora, non passerà molto tempo e gli evasori, per evitare controlli, si depileranno completamente. Nonna Abeffarda
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Essere mattinieri è sbagliato: si è a rischio di mal di testa, raffreddore, malumore, malattie cardiache e Alzheimer. I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno studiato le abitudini di mezzo milione di persone, per dimostrare che la demenza è collegata a sonno disturbato e depressione, ma invece hanno stabilito la connessione tra la sveglia all’alba e la predisposizione genetica all’Alzheimer. Lo testimonia lo studio pubblicato sulla qualificata rivista Neurology dal medico Abbas Dehghan che, utilizzando la tecnica “Randomizzazione mendeliana” in cui varianti genetiche vengono collegate ad un potenziale fattore di rischio come l’insonnia, ha scoperto una relazione con la malattia neurodegenerativa. È più probabile essere affetti dalla patologia se per anni ci si è svegliati presto. Sui 500.000 britannici protagonisti della ricerca, solo il 9% si è descritto come persona serale, abituata a tirare tardi e non puntare la sveglia all'alba, mentre ben il 27% del campione si è identificato come mattiniero. Cioè circa 5,8 milioni inglesi hanno una alta probabilità di stare male perché dormono poco. In realtà, a giocare a sfavore delle allodole - come lo studio ha classificato i mattinieri contrapponendoli ai gufi - ci sono già numerose altre ricerche scientifiche. Il tema ha appassionato anche la Westminster University: la ricercatrice Angela Clow ha provato che svegliarsi prima delle 7.20 del mattino provoca un rilevante aumento dello stress, causato dall’incremento di cortisolo, che causa mal di testa, emicrania, malumore, raffreddore e dolori muscolari. Per Maree Barnes, dottoressa australiana medico del sonno, dormire al buio senza far filtrare la luce mattutina facilita lo sviluppo di malattie cardiache e patologie degenerative. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, 107 anni: “Mi alzo all’alba da quando ho il cosiddetto uso della ragione senza alcuno dei sintomi descritti: forse perché non sono anglofono?”.
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