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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE

Il gossip allunga la vita. Uno studio dell’Università di Pavia dimostrerebbe che spettegolare fa bene alla salute: aumenta la produzione dell’ormone dell’ossitocina, riducendo il cortisolo: gli ormoni, rispettivamente, «della felicità» e «dello stress». Sparlare avrebbe un effetto sul cervello simile a quello procurato dal consumo di un alimento gradito. L’antropologo inglese Robin Dunbar, alla fine degli anni 90, aveva riconosciuto al pettegolezzo la “capacità positiva” di procurarci un’identità condivisa e di appartenenza, e che spettegolare di altre persone può farti sentire più connesso a chi ti circonda, e persino aiutarti a formare relazioni migliori. La rivista Current Biology ha pubblicato la ricerca dei neuroscienziati del Dartmouth College, che affermano che i pettegolezzi costituiscono circa il 14% di tutte le conversazioni quotidiane, e non dovrebbero essere relegati a semplici discorsi senza fondamento, ma come un modo per creare relazioni, poiché “implica fiducia e facilita il legame”. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, 107 anni: “Non esercito il pettegolezzo. Morirò giovane?”.

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Gli uomini con tratti del viso lunghi e occhi grandi, e le donne col viso magro e gli occhi piccoli, sono percepiti come più promiscui. Alcuni esperti della Macquarie University, Australia, hanno identificato tali caratteristiche facciali come indicatori dell’interesse per il sesso occasionale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behavior, suggerisce che le donne riescono a identificare correttamente le caratteristiche fisiche che negli uomini indicano interesse per l’avventura di una notte, ma non viceversa. Il professor Ian Stephen ha chiesto a un centinaio di 20enni di compilare il questionario Sociosexuality Orientation Inventory-Revised (SOI-R), che misurerebbe l’inclinazione verso i rapporti sessuali casuali, e non impegnativi. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “In sostanza, le donne scelgono come pare loro, gli uomini mediamente si accontentano di essere scelti da colei che concede loro le sue grazie”.

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Avere un marito comporta sette ore in più di lavori domestici. L’Università del Michigan ha analizzato il rapporto tra i sessi e le pulizie domestiche, negli USA, decretando che le donne mediamente si dedicano alle faccende di casa un’ora in più al giorno rispetto agli uomini. Se poi si hanno anche i figli a cui badare il bilancio è drastico: 26 ore in più di lavoro rispetto a quando erano single. I dati dei ricercatori hanno svelato che le donne tra 60 e 70 anni dedicano 21 ore a settimana alle pulizie di casa. Le single tra i 20 e i 30 anni ne impiegano la metà. Lo studio evidenzia che per i maschi è l’inverso. I single lavorano, ma lavoro diminuisce se trovano moglie. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Ho sempre onorato biblicamente le signore, ma evitato di tediarle imponendo loro la mia ingombrante presenza costante. Mi sono tutte grate”.

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La televisione ci deteriora il cervello. Secondo uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora, ogni ora e 40’ ci fa invecchiare di un anno. L’autore della ricerca, Ryan Dougherty, sostiene che ci sono anche effetti a lungo termine: chi da ragazzino ha guardato più televisione si troverà con meno materia grigia da adulto. 599 persone sono state analizzate con risonanze magnetiche cadenzate per 25 anni. La soluzione è contrastare la passività e la sedentarietà, che si accompagnano alla visione, col movimento fisico. Il problema è la sedentarietà: causa il deterioramento cardiovascolare, che porta a un minore afflusso di sangue al cervello, che provoca una minore ossigenazione neuronale. Dopo un’ora, bisogna alzarsi per passeggiare. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Se considero quanta televisione guardo, sono immortale”.

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