Umorismo di sostegno
PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016
ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ
Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.
LA MOSCA COCCHIERA IN PILLOLE


IN PILLOLE
.
L’uomo invisibile potrebbe non essere fantascienza. Gli scienziati promettono di aprire una finestra sul corpo umano, rendendo la pelle trasparente, quindi invisibile. La tecnica rivoluzionaria è illustrata in uno studio su Science. I ricercatori della Stanford University hanno usato un processo controintuitivo, l’applicazione topica (reversibile) di un colorante alimentare, e nei test condotti su animali hanno trovato il modo per vedere gli organi in di un corpo rendendo i tessuti sovrastanti trasparenti alla luce visibile: una lezione di anatomia dal vivo. Questa strategia potrebbe essere adottata in diagnosi mediche: la localizzazione di lesioni, il monitoraggio di disturbi digestivi, l’identificazione di tumori. La tecnologia renderà le vene più visibili per il prelievo di sangue, più semplice la rimozione dei tatuaggi tramite laser, assistere nella diagnosi precoce e nel trattamento dei tumori. Guosong Hong, un Professore associato di scienza e ingegneria dei materiali alla Stanford University, contribuisce a guidare questo lavoro. Per rendere trasparente il materiale biologico, dovevano trovare un modo di far coincidere vari indici di rifrazione sugli organi, in modo che la luce potesse attraversarlo senza ostacoli. Un colorante efficace è la tartrazina, un colorante alimentare: disciolte in acqua e assorbite nei tessuti, le sue molecole sono strutturate per corrispondere agli indici di rifrazione, e impedire la dispersione della luce, con conseguente trasparenza. Il processo è reversibile: sciacquato il colorante, i tessuti tornano alla normale opacità. Nick Rommelfanger, e Zihao Ou, guidano il team di 21studenti, collaboratori, e consulenti, e usano molteplici sistemi analitici. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Il passo successivo ipotizzabile potrebbe essere rendere definitivamente invisibili certi ricercatori, cioè farli sparire dalla faccia della Terra”.
$ $ $ $ $
Il Covid potrebbe far invecchiare il cervello di 20 anni. Uno studio pubblicato su Nature Medicine dimostra che alcuni pazienti riportano declino cognitivo e danni cerebrali visibili, con riduzione del volume di materia grigia. Coordinato da esperti in Gran Bretagna, tra Università di Liverpool e Southampton, riporta i biomarcatori nel sangue, e immagini di risonanza magnetica di pazienti con Covid-19 e ricovero. I deficit cognitivi riscontrati nei pazienti Covid erano globali, e associati a marcatori elevati di danno cerebrale. La gravità dell’infezione iniziale, la comparsa di sintomi psichiatrici in fase post-acuta, e l’aver avuto una storia clinica di encefalopatia, sono i fattori che portano ai maggiori deficit cognitivi a un anno dal ricovero. E la prima autrice Greta Wood dell’Università di Liverpool ha spiegato: “Dopo il ricovero per Covid, molte persone riportano sintomi cognitivi persistenti, sovente definiti nebbia mentale, o nebbia cognitiva”. Il danno cerebrale Covid-19 moderato-severo sarebbe mediato dal sistema immunitario, e si dovrebbero sviluppare strategie terapeutiche. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Importante non indagare, e non parlare mai di quel veleno che è stato imposto definendolo di vaccino, che ha causato e causerà vari disastri”.
$ $ $ $ $
Masticare rende più intelligenti e migliora la memoria. Raoul D’Alessio, docente di Ortognatodonzia, coordinatore del Sindacato unitario specialità ortognatodonzia (Suso), spiega che la masticazione di cibi consistenti come carote, finocchi, sedano, pane e mele è uno stimolo fondamentale per lo sviluppo delle piene potenzialità intellettuali e della memoria del bambino. Si migliora l’apprendimento, il benessere e l’autostima. Suso vuole prendersi cura della salute orale dei bambini fin da piccoli, non solo per garantire un bel sorriso, ma per prevenire problematiche che possono compromettere la salute della bocca, e aiutare i propri figli nel percorso di crescita. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Un romanaccio verace commenterebbe con: masticazzi!”.
$ $ $ $ $
Esistono sei tipi di depressione. Ansia e depressione sono sostenute da differenti configurazioni di attivazione cerebrale: potrebbe spiegare perché alcune rispondono bene al trattamento farmacologico o psicoterapico, e altre forme meno o per niente. Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Medicine indica che esistono sei biotipi, che attivano o no specifici circuiti cerebrali. Lo ha scoperto il gruppo di ricercatori guidato da Leonardo Tozzi, neuroscienziato, Department of Psychiatry and Behavioral Sciences della Stanford University School of Medicine di Stanford, in California, dove dirige il Computational Neuroscience & Neuroimaging Program dello Stanford Center for Precision Mental Health and Wellness. Lo studio è stato condotto su 801 pazienti affetti da depressione, alcuni con sintomi di ansia. In USA la disabilità dovuta alla depressione costa 336 miliardi di dollari l’anno. L’impatto maggiore è sui giovani, considerando che i suicidi sono triplicati gli ultimi 30 anni. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Leggendo, mi è spuntato un settimo tipo di depressione”.
$ $ $ $ $
Trovati nel corpo umano 3.601 contaminanti che provengono da confezioni degli alimenti, e altri materiali che vanno a diretto contatto con i cibi durante lavorazione, conservazione e cottura. La scoperta è pubblicata sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology dai ricercatori del Food Packaging Forum. Sono state esaminate 14mila sostanze che possono entrare a contatto con gli alimenti, e valutata la presenza nel corpo umano analizzando i dati riportati in studi scientifici e database di biomonitoraggio, che tracciano le sostanze chimiche nei campioni biologici come sangue, urina e latte materno. I ricercatori si aspettavano di trovare conferma della presenza di alcune centinaia di contaminanti, e invece ne hanno trovati ben 3.601, il 25% di quelli noti. Olwenn Martin, dell’University College di Londra: “Siamo sorpresi dall’elevato numero di sostanze a contatto con gli alimenti per le quali esistono prove di esposizione umana. Ciò dimostra che è necessario fare più ricerche sulla tossicità e l’esposizione a molte sostanze e sulla regolamentazione del loro utilizzo negli imballaggi alimentari”. I materiali a contatto con gli alimenti non sono completamente sicuri, anche se possono essere conformi alle normative, perché trasferiscono sostanze note come pericolose per le persone. La coordinatrice dello studio, Jane Muncke: “Vorremmo che migliorasse la sicurezza dei materiali a contatto con alimenti, in termini di normative nello sviluppo di alternative sicure”. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “3.601? Veri complimenti ai ricercatori, per la precisione”.
$ $ $ $ $
Partecipare a concerti allunga la vita di nove anni. Lo studio Credits Getty Images di Patrick Fagan, un esperto in scienze comportamentali e professore associato della Goldsmith University, sostiene che migliorano il benessere mentale e fisico. Incide positivamente sulla salute e sull’aspettativa di vita. Assistere a un concerto ogni 15 giorni porta benefici significativi al benessere personale. Anche 20 minuti di musica live sono sufficienti per aumentare le sensazioni di felicità del 21%. Il benessere generato da tali esperienze musicali è stato collegato all’aumento della longevità, grazie alla capacità della musica dal vivo di stimolare autostima ed empatia. E gli amanti della musica dal vivo che partecipano a eventi ogni quindici giorni riportano i più alti livelli di soddisfazione, felicità, e produttività. L’effetto positivo supera quello dell’ascolto casalingo grazie all’intensità dell’esperienza e alla condivisione. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, 107 anni: “Non ho mai partecipato, mi devo preoccupare?”.
$ $ $ $ $
Mangiare un uovo al giorno allunga la vita: lo dimostrano gli studi sui centenari. L’unico elemento certo in comune nei centenari di tutto il mondo è che ognuno ha guadagnato oltre un decennio rispetto alle aspettative con almeno un uovo al giorno. Non contano le calorie, non prendono vitamine o integratori, non pesano le proteine, né si curano della cattiva fama delle uova, che le descrive come fonte pericolosa di colesterolo. È preziosa fonte di micronutrienti, ricco di proteine ad elevato valore biologico, di aminoacidi essenziali, di vitamine A, D, K, B6 e B12, di acido folico, e di molti sali minerali quali ferro, calcio, fosforo, e potassio, elementi ad azione antiossidante, fondamentali contro invecchiamento e degenerazioni cellulari. Se le uova vengono consumate con toast imburrati, sale a volontà, bacon arrostito e carni lavorate, sono gli alimenti aggiunti a rendere non salutare il connubio, e a vanificare i benefici di questi prodotti preziosissimi per il benessere fisico. Un recente studio prospettico della Duke Clinical Research Institute di Durham, del North Carolina, ha analizzato su un centinaio di pazienti tra i 50 e i 68 anni il rischio cardiovascolare sulla assunzione quotidiana di due o tre uova al giorno: ha rassicurato sul fatto che anche il consumo non aveva aumentato i livelli di colesterolo LDL; e i biomarcatori lipidici, cardiometabolici e infiammatori restavano nella norma anche in soggetti che avevano precedenti problemi cardiovascolari. Nei longevi la genetica incide del 25% sulla durata della vita: la dieta e lo stile di vita hanno un ruolo fondamentale. Anche migliorando il regime alimentare dopo la mezza età, introducendo le uova, miglior fonte concentrata di proteine naturali a basso contenuto calorico, ed elevato valore biologico, si può aggiungere un bel decennio alle proprie aspettative di vita. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, 107 anni: “Se posso, evito le uova. Quanto sopravviverò?”.
$ $ $ $ $
Quanto dura il sonnellino? Il pisolino dopo pranzo è un istinto primordiale: tra le 13 e le 14 la temperatura corporea si abbassa leggermente, riducendo la vigilanza per invitarci al sonno. Perché il power nap (sonnellino potenziante) sia tale, bisogna rispettare delle regole: coricarsi entro le 15 per non condizionare il riposo notturno, e il sonno deve essere breve, non oltre i 20 minuti. Un’ora permetterà di entrare nel sonno profondo, e il risveglio sarà lento. 90 minuti daranno benefici alla memoria procedurale, e non è difficile svegliarsi. Due sonnellini frammentati sono il meglio. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Ora mettono il becco anche nel riposello postprandiale?”.
$ $ $ $ $
Fare troppo sesso accorcia la vita? La ginecologa Shirin Lakhani sostiene che i rapporti sessuali che durano molto possono causare lacerazioni nei tessuti vaginali, infezioni alle vie urinarie, e persino la deturpazione permanente del pene. Avverte che possono causare dolorose lesioni, stiramenti, ridotta sensibilità ai genitali. Pene e tessuti vaginali sono sottoposti ad un attrito: e se aumenta, provoca dolore. Dopo un po’ di tempo si può avvertire una diminuzione della sensibilità ai genitali, a causa della sovrastimolazione. Esperti di sesso (psicologi, medici, terapisti matrimoniali), asseriscono la durata “ideale” di un rapporto sessuale è tra i sette e i tredici minuti. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Se il sesso accorcia la vita, io conosco un tizio immortale. E in ogni caso, il sesso autonomo non rischia di causare danneggiamenti a nessuna”.
$ $ $ $ $
Le scarpe che indossi raccontano tutto di te. Con abiti e scarpe mettiamo in scena la rappresentazione di noi, motivazioni, identità, valori, atteggiamenti, personalità, e stile di vita si intrecciano creando infinite possibilità di esprimersi. Ognuno decide come creare l’opera d’arte del proprio sé, mostrando all’esterno ciò che ha dentro. Al cinema, successo, potere, autonomia, esibizione, gioco, eleganza, cambiamento, creatività, sono alcuni obiettivi che le scarpe ci aiutano a raggiungere. Calzando le scarpe, il piede parla di noi, di chi siamo, e di chi vorremo essere. Ma scegliere una scarpa è raccontare qualcosa di noi stessi, e siamo consapevoli della sua importanza. Le scarpe contribuiscono a comunicare particolarità e unicità, e a definire la nostra identità. Le scarpe parlano di sesso, di potere, di identità. Le scarpe sono linguaggio che collega corpo e psiche, e ci aiutano ad avvicinarci all’immagine perfetta di noi. Le scarpe sono un transfert che attualizza sentimenti, emozioni, cognizioni, e sono un accessorio per le nostre varie identità: un sé lavorativo, un sé sportivo, seduttivo, genitoriale. La scarpa allacciata lucidata comunica sensualità, eleganza, affidabilità. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino: “Conosco un tale che indossa i sandali d’inverno, seppure benestante. Chissà cosa vuole comunicare. Forse vuole solo sentirsi a piede libero”.
$ $ $ $ $
Invecchiamo in due momenti: a 44 anni, e a 60, secondo uno studio della Scuola di Medicina dell’Università americana di Stanford, pubblicato sulla rivista Nature Ageing. L’invecchiamento non procede in modo costante ma ha due fasi, nelle quali avvengono cambiamenti drastici dal punto di vista biomolecolare, con l’aumento o la diminuzione di migliaia di molecole e microrganismi del corpo. Per capire meglio la biologia dell’invecchiamento, i ricercatori guidati da Xiaotao Shen hanno seguito trasformazioni nei due momenti. A 44 anni, i cambiamenti molecolari coinvolgono soprattutto il metabolismo di alcol, caffeina e grassi, e i disturbi cardiovascolari. A 60 anni, le molecole più coinvolte sono quelle legate al metabolismo di carboidrati, alla regolazione immunitaria, e alla funzione dei reni. Invecchiare è un processo complesso e multifattoriale di cambiamenti fisiologici, fortemente associati a varie malattie umane. Si annotano soprattutto il diabete, la neurodegenerazione, il cancro. Il Professore Chiarissimo Sun Nen Bun, Dipartimento Torrazzese dell’Università di Pensologia di Torino, 107 anni: “Ma perché si limitano ad analizzare a 60 anni?”.
Gli scritti che contengono riferimenti a persone realmente esistenti hanno il solo scopo (si spera) di far sorridere e sono frutto del vaneggiare degli autori. Se tuttavia qualcuno non gradisse un articolo o una sua parte può chiederne la rimozione all’indirizzo di cui sopra, motivando l’istanza.
Non siamo responsabili dei siti collegati tramite link, né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.