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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

BLASFEMIA E DIRITTO DI PRECEDENZA A INDIGNARSI


Gen.ma Accademia dei Cinque Cerali,


c’erano un cattolico, un ebreo e un testimone di Geova… sembra l’inizio della solita barzelletta, ma è andata esattamente così, e c’erano anche un ortodosso, un induista e un protestante.


Mi chiamo Benedetto e lavoro come operaio specializzato presso una ditta di manutenzioni edili che si occupa principalmente di appalti pubblici.


Ieri pomeriggio stavo riparando un tombino ubicato all’incrocio principale di Brevigliasco, quando mi sono dato una martellata su un dito.


Immediatamente mi è partito un moccolone, uno di quelli che non si sentono neppure nelle osterie malfamate di Rovigo.


I sei “diversamente credenti” si sono guardati con aria interrogativa: non sapevano chi di loro dovesse indignarsi.


Se bestemmio mentre incrocio un qualunque credente, questo si offende perché mi ha sentito bestemmiare, oppure non ci fa caso in quanto ho bestemmiato un dio che non è (o potrebbe non essere) il suo?

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RISPOSTA:


Gentile signor Benedetto (che ha maledetto qualche divinità in un momento difficile) cercherò di rassicurarla.


Si dice che la bestemmia non aiuti a risolvere i problemi e neppure a lenire le nostre sofferenze, eppure, secondo alcuni recenti studi psicologici, essa aiuta a scaricare la tensione e la rabbia, e avrebbe addirittura un blando effetto anestetico sul dolore.


La blasfemia per un ateo è molto simile alla preghiera per un credente: né l’una né l’altra hanno poteri miracolosi, ma entrambe danno un momentaneo sollievo. Insomma, Dio non c’entra, e neppure Gesù o Maometto, o Budda o Confucio. E c’è chi sostiene che nell'improvvisa bestemmia di un povero disgraziato c'è più sentimento religioso che nella silenziosa preghiera del credente devoto.


Uno dei dieci comandamenti intima di non nominare il nome di Dio invano, dove invano significa inutilmente, senza motivo. Ma un motivo c’è sempre, altrimenti a nessuno verrebbe in mente di urlare insolenze alle divinità. Inoltre, tra gli studiosi della Bibbia esiste una corrente di pensiero secondo cui la parola “invano” sarebbe stata male interpretata: sulle tavole consegnate a Mosè ci sarebbe stato scritto “in vano”, cioè non si deve nominare il nome di Dio in luoghi chiusi, come nei vani di una casa, ma è consentito all’aperto.


Un tempo in Italia bestemmiare era un reato, ma dal 1999 l'imprecazione rivolta ad una divinità costituisce soltanto un illecito amministrativo. In sostanza, se si viene denunciati per blasfemia si dovrà pagare una multa, ma non si subirà una pena detentiva. Tuttavia, se ho ben capito, il suo problema non è il timore di incorrere nella Giustizia Italiana, quanto la paura di offendere un compagno di lavoro, che potrebbe volerlo educare al rispetto utilizzando lo stesso martello incriminato… Si rassicuri: i suoi colleghi di lavoro appartenenti ad altre religioni non si offenderanno, dal momento che credono in una divinità diversa da quella da lei nominata invano (o in vano, se lavorate all’interno).


A ogni uomo o donna può sfuggire un bel bestemmione ogni tanto, fa parte della natura umana. E non solo umana: qualcuno sostiene che persino i grilli bestemmiano, ma, poverini, sono balbuzienti…

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