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Umorismo di sostegno

PUBBLICAZIONE UMORISTICA FONDATA DALL'ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI IL 2 GIUGNO 2016

ANNO IX d.F. - IDEATO, SCRITTO, IMPAGINATO, POSTATO E LETTO DAGLI AUTORI E DA SEMPRE DEDICATO A FRANCO CANNAVÒ

Fondatore e macchinista: Paolo Marchiori.
Vicedirettori postali (addetti ai post): Stefania Marello, Christina Fasso, Italo Lovrecich, GioZ, il Pensologo Livio Cepollina.

In questa sezione sono riportati articoli scritti tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC collaborava allegramente con LA TAMPA

EFFETTI ALCOLICI


È VERO CHE LE DONNE SOPPORTANO MENO L’ALCOL?

L’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI, COME DI CONSUETO, RISPONDE IN MODO RIGOROSAMENTE SCIENTIFICO

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Numerosi studi medici, sulla base di conoscenze biochimiche e dati clinici, sono giunti alla conclusione che il metabolismo dell’alcol sia diverso tra uomini e donne.

Un enzima presente nello stomaco (si chiama alcol deidrogenasi) costituisce una prima barriera all’assorbimento, riducendo la quantità di alcol che penetra nel circolo sistemico. Sarebbe proprio questo enzima, secondo i medici, ad essere presente in una concentrazione significativamente minore nelle donne, circa il 50% in meno.

Stephanie Hop-là dell’ACCADEMIA DEI CINQUE CEREALI, notoriamente astemia e impegnata da sempre in difesa delle pari opportunità tra uomini e donne, ha deciso di verificare personalmente questa teoria alquanto discriminatoria.

Si è rivolta a due illustri esperti, il professor Bruno Bianchin (noto enologo di Riviera del Brenta) e il professor Pacifico De Lyrio, (neuropsichiatra specializzato in turbe del comportamento da abuso etilico) che hanno preparato un preciso programma di test per valutare gli effetti di modeste quantità di alcol, assunte da una donna pressoché normale, di peso medio, di mezza età (e mezza altezza) durante una cena.

I due luminari, per correttezza scientifica, hanno consegnato ad una commissione medica la documentazione relativa all’esperimento, che qui riportiamo in sintesi rispettando l’ordine cronologico delle prove via via affrontate.

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Aperitivo: circa 60 cc di Aperol con seltz, oliva e tartina.

Effetto: piccole (e compensate) perdite di memoria.

La dottoressa Hop-Là, invece di recitare, come da programma, i primi dieci versi de I Sepolcri, che non ricordava più, declamava a voce alta e con il bicchiere levato a mo’ di brindisi tutta La Vispa Teresa.

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Antipasti misti accompagnati da 120 cc di vino Chardonnay.

Effetto: modeste difficoltà nell’articolare parole complesse.

La dottoressa Hop-Là aveva difficoltà a pronunciare alcune parole: Icosaedro, Trombocitopenia (storpiata in modo irripetibile) e Ipertrigliceridemia (non pronunciata ma, ad onor del vero avrebbe difficoltà anche uno del tutto sobrio).

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Agnolotti al ragù con 120 cc di Nebbiolo del Roero.

Effetto: perdita di coordinamento neuro-muscolare.

Stephanie doveva effettuare tre tentativi a vuoto con la forchetta, prima di infilzare un singolo agnolotto.

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Brasato al Barolo con 120 cc di Lambrusco.

Effetto: euforia e stati di disinibizione.

Stephanie, esaurito il repertorio poetico, passava ad alcune canzoncine per bambini, come “Siam tre piccoli Porcellin”, pretendendo che i due professori si unissero a lei nel ritornello.

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Subito dopo, alla musica del pianobar, la Dottoressa si esibiva in un tango figurato, coinvolgendo un giovane indiano che girava tra i tavoli per vendere rose. Alla fine dell’esibizione il giovane le regalava una rosa e lei ringraziava dicendo: “Grazie, grazie, ragazzi. Siete entrambi molto carini”.

A questo punto la Dottoressa Hop-Là aveva completamente dimenticato di essere astemia e ha bevuto il vino rimasto nei bicchieri dei suoi due commensali. In seguito avrebbe interrotto la performance canora de “La Vecchia Fattoria” (i due professori facevano il coro ia-ia-oh) per attaccare le “Cansôn dla piola”.

Bene o male i due accademici sono riusciti a contenere il suo entusiasmo (e il loro), fino al dessert.

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Torta d’uva fragola con 120cc di Moscato d’Alba.

Effetti: perdita di controllo e di freni inibitori

Il moscato è considerato un vino a basso contenuto alcolico, ma aggiunto ai vini bevuti in precedenza ha dato il cosiddetto colpo di grazia alla signora già provata.

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La dottoressa (dimentica del conto da pagare) è uscita con decisione dalla porta di servizio del ristorante, ed è salita su di una vecchia Ape Car, usata per il trasporto dell’acqua minerale. Prima che i due sbigottiti colleghi potessero raggiungerla è partita a manetta, col motore tutto imballato ed è uscita dal parcheggio sgommando e riuscendo, con una manovra spettacolare, a imboccare la prima curva su due delle tre ruote del mezzo. Purtroppo non erano solo i freni inibitori della dottoressa ad essere in difficoltà, ma anche i freni dell’Ape. Alla prima discesa, il motocarro è uscito di strada, ha travolto il pollaio di un casale e si è finalmente arrestato contro un mucchio di letame.

Due giorni dopo, smaltita la colossale sbornia, la Dottoressa, suo malgrado, ha dovuto pagare i danni al proprietario dell’Ape, e al contadino per il pollaio distrutto. Ma la cosa più difficile è stata ammettere che, in questo caso, l’affermazione dei medici non è discriminatoria e maschilista, ma obiettivamente fondata.



Stefania Marello (AGOSTO 2012)

AMRICORD: questo articolo è stato scritto tra il 2012 e il 2014, quando l'ACC (Accademia dei Cinque Cereali) collaborava allegramente con LA TAMPA

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